La lettera

La nostra mailing-list si chiama «Pescasub» e conta circa 500 iscritti sparsi per tutta l'Italia.
Grazie a questa distribuzione e al collegamento via web le notizie che riguardano la nostra categoria si propagano velocemente nell'ambiente.
Così quando anni fa ci raggiunse la notizia dell'uccisione di un nostro collega da parte di una vedetta della finanza lo sbigottimento e lo sconforto regnava nei nostri messaggi.
Ogni anno le notizie che riportano la morte di un sub travolto da chi naviga sconsideratamente(l'ultimo sul Garda nel 2003)ci colpiscono come se ad andarsene sia un amico, quasi un fratello che con noi ha condiviso la passione per un'attività fantastica ed impegnativa come la pesca in apnea.
A maggior ragione la notizia di quel particolare incidente ci colpì con ulteriore violenza: Un nostro collega era stato travolto e ucciso da una vedetta con a bordo coloro che dovrebbero essere preposti, tra le altre cose, alla nostra salvaguardia; far rispettare cioè quella boa recante bandierina rossa con striscia diagonale bianca che nel mondo intero significa «Uomo in immersione, passare ad almeno 50 metri» e che il nostro collega aveva con se a breve distanza al momento dell'incidente.
Senza contare che, se non ricordiamo male, la vittima aveva nelle vicinanze anche il gommone che esponeva la stessa segnalazione.
Adesso le vostre pagine hanno riportato la notizia dell'assoluzione dell'equipaggio in questione con la sentenza che recita: «…..perché il fatto non costituisce reato…..».
Permetteteci di dissentire, non possiamo accettare un responso tale per un uomo ucciso mentre in piena legalità praticava la sua attività preferita con passione.
La legge può dire ciò che vuole, lo sappiamo bene noi che siamo vincolati da leggi ingiuste, la moralità no!
Nessuno di noi pretendeva chissà quali punizioni per i militi del misfatto, come tutti gli uomini faranno i conti con le loro coscienze visto che bastava aspettare che il sub riemergesse per avvicinarlo in sicurezza, ci riferiamo piuttosto al futuro, a chi sarà il prossimo ad essere vittima di eliche impazzite, con la consapevolezza di doverci guardare anche da coloro che dovrebbero difendere noi ed i nostri pochi diritti, consci del fatto che travolgere ed uccidere un sub «……..non costituisce reato…..».

Gli iscritti alla lista «Pescasub»

 

 

 

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By Francesco Onnis